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Bressana com'era
Bressana è ricordata nelle cronache del comune
di Pavia e negli atti della Curia tortonese come una cascina appartenuta
nel secolo scorso alla parentela Bersi, assai numerosa in quei paraggi; prese
sviluppo dopo la costruzione delle fornaci e della ferrovia Stradella - Pavia.
Era solo una frazione del Comune di Argine, dopo il suo sviluppo divenne
capoluogo del Comune, conseguentemente il precedente capoluogo divenne frazione.
Gli venne aggregato anche il piccolo Comune di Bottarone, soppresso per regio
decreto 1895.
Ecclesiasticamente era diviso tra le parrocchie di Argine, Castelletto e Rea.
Bottarone prima si chiamava Mezzana Bottarone (Mediana-Butaronia); come l'aggiunta
al suo nome appartenne anticamente ai Corti, di nobile e potente famiglia pavese,
che possedette la rocca formidabile di Fortunago e i feudi di Retorbido e Castagnolo.
Note istituzionali (*)
Comune di Mezzana Bottarone
sec.XIV - 1743 - Come Mezzana d'Astolfi (?) compare nell'elenco
delle dichiarazioni del focatico del Principato di Pavia per l'anno 1537 come
appartenente alla congregazione rurale dell'Oltrepò e Siccomario (ASCVO,
Congregazione rurale Oltrepo, cart. 17)
1744 - 1798 - Con il trattato di Worms del 1743, Mezzana Bottarone
(come Mezzana Cantalupo) (?) passò sotto il dominio di casa Savoia.
La comunità di
Mezzana Bottarone non è compresa nell'elenco delle terre e luoghi che
hanno mandato un proprio rappresentante in Voghera alla riunione generale per
l'elezione della congregazione dei possessori dei beni rurali nella parte del
principato di Pavia detta Oltrepo nell'anno 1744,compare invece Cantalupo (convocato
1744).
Con manifesto camerale del 9 novembre 1770vengono stabiliti gli uffici di insinuazione,
Mezzana Bottarone non compare in nessuna tappa, è presente inserita
nella tappa di Voghera Mezzana d'Amorbati (?) (tappa insinuazione 1770). Nella
compartimentazione del 15 settembre 1775 Mezzana Bottarone non compare, si
trova inserita nel distretto di Voghera Mezzana Cantalupo (?) (editto di S.M.
1775) con manifesto senatorio del 29 agosto 1789 che stabilisce il riparto
in tre cantoni della provincia di Voghera, come Mezzana Cantalupo, viene inserita
nel primo cantone di Voghera (riparto 1789)
1818 - 1859 - L'amministrazione provvisoria della città e
provincia di Voghera (manifesto 27 aprile 1814) ripristinava nei comuni l'antico
regime con l'ordine di osservanza del regolamento amministrativo del 1775.
In base al regio editto del 27 novembre 1815 per il nuovo stabilimento delle
province dipendenti dal senato di Piemonte e della loro distribuzione in mandamenti
di giudicature e cantoni per le assise, Mezzana Bottarone, come Mezzana Corti
Bottarone veniva definitivamente inserita nel mandamento di Casatisma appartenente
al terzo cantone della provincia di Voghera (regio editto 1815, ASCVo), sede
di intendenza e prefettura e appartenente alla divisione di Alessandria.
Dipendeva dal senato di Casale, l'ufficio dell'insinuazione aveva sede in Casteggio
e quello postale in Casatisma.
Per mezzo del regio editto del 10 novembre 1818 "portante una nuova circoscrizione
generale delle provincie de' regi stati di terra ferma" la comunità di
Mezzana Corti Bottarone viene inserita nel quarto mandamento di Csatisma:,
provincia di Voghera, divisione di Alessandria (regio editto 1818, ASC Casei
Gerola)
Nel 1859 Mezzana Bottarone con una popolazione di 715 abitanti entraa far parte
della provincia di Pavia, e viene inserita nel primo mandamento di Casatisma
del circondario di Voghera (decreto 1859).
1859 - 1928 - In seguito all'unione temporanea delle province
lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito
con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Bottarone con 715 abitanti, retto
da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso
nel mandamento I di Casatisma, circondario IV di Voghera, provincia di Pavia.
Alla costituzione nel 1861 del Regno d'Italia, il comune aveva una popolazione
residente di 691 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull'ordinamento
comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta
e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 782 (Censimento
1871); abitanti 718 (Censimento 1881). Sino al 1895 il comune mantenne la denominazione
di Mezzana Corti Bottarone e successivamente a tale data il comune assunse
la denominazione di Bottarone (R.D. 14 luglio 1895, n. 164).
Popolazione residente nel comune: abitanti 750 (Censimento 1901); abitanti
752 (Censimento 1911); abitanti 699 (Censimento 1921). Nel 1924 il comune risultava
incluso nel circondario di Voghera della provincia di Pavia. In seguito alla
riforma dell'ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato
da un podestà. Nel 1928 il comune di Bottarone venne aggregato al nuovo
comune di Bressana Bottarone (R.D. 10 agosto 1928, n. 2044). Il territorio
di Bressana Bottarone appartenne ai sicleri, che già nel 1405 avevano
un castello ad Argine, poi ai Busca e ai Fossati. Divenne Comune solo all'inizio
del secolo XIX. Durante la seconda guerra d'Indipendenza fu saccheggiato dagli
Austriaci.
Comune di Bressana Bottarone
1859 - 1928 - In seguito all'unione temporanea delle province
lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito
con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Bressana con 1.428 abitanti, retto
da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso
nel mandamento I di Casatisma, circondario IV di Voghera, provincia di Pavia.
Alla costituzione nel 1861 del Regno d'Italia, il comune aveva una popolazione
residente di 1.534 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull'ordinamento
comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta
e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 1.670 (Censimento
1871). Sino al 1873 il comune mantenne la denominazione di Argine Po e successivamente
a tale data assunse la denominazione di Bressana (R.D. 24 luglio 1873, n. 1518).
Popolazione residente nel comune: abitanti 1.792 (Censimento 1881); abitanti
2.151 (Censimento 1901); abitanti 2.264 (Censimento 1911); abitanti 2.248 (Censimento
1921). Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Voghera della
provincia di Pavia. In seguito alla riforma dell'ordinamento comunale disposta
nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Nel 1928 il comune
di Bressana venne aggregato al nuovo comune di Bressana Bottarone (R.D. 10
agosto 1928, n. 2044).
1928 - 1971 - Il comune di Bressana Bottarone, appartenente alla provincia
di Pavia, venne costituito nel 1928 con i soppressi comuni di Bottarone e Bressana
(R.D. 10 agosto 1928, n. 2044). In base alla legge sull'amministrazione locale
emanata nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Popolazione
residente nel comune: abitanti 2.896 (Censimento 1931); abitanti 2.863 (Censimento
1936). In seguito alla riforma dell'ordinamento comunale disposta nel 1946
il comune di Bressana Bottarone veniva amministrato da un sindaco, da una giunta
e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 3.030 (Censimento
1951); abitanti 3.238 (Censimento 1961); abitanti 3.298 (Censimento 1971).
Nel 1971 il comune di Bressana Bottarone aveva una superficie di ettari 1.305.
Il Municipio fu eretto nel 1937; la variante della strada nazionale Tortona-Milano,
che prima attraversava Bressana, è del 1929-31. La Chiesa fu costruita
nel 1844 e ampliata con l'aggiunta delle due navate laterali nel 1922-25; fu
dichiarata succursale autonoma nel 1844 (Archivio Parrocchiale) e parrocchia
con decreto vescovile il 6 febbraio 1953. Primo Parroco è Don Pietro
Stringa, già curato in luogo. Prima di essere eretta in parrocchia ecclesiasticamente
era detta Bressana d'Argine.
Comune di Argine
sec. XIV - 1743 - Appartenente nel sec. XV alla squadra feudale
di Casteggio, Argine nel 1466 fu infeudato ad Angelo Simonetta, successivamente
appartenne alla famiglia dei Visconti di Modrone. Nell'istromento rogato il
15 settembre 1466, la camera ducale di Milano vendeva al consigliere ducale
Angelo Simonetta le entrate dei dazi dell'imbottato, dei vini, biade e legumi
della terra di Casteggio e delle sue ville tra cui Argine (Giulietti 1903). "Arzinum" è inserito
nel comparto delle strade degli "Statuta stratarum" del 1452 come
appartente all' Ultra Padum (Statuta stratarum). Come Arzene compare nell'elenco
delle dichiarazioni del focatico del Principato di Pavia per l'anno 1537 come
appartenente alla Congregazione rurale dell'Oltrepo e Siccomario (ASCVo, Congregazione
rurale Oltrepo, cart. 17). Nel fondo Principato di Pavia Congregazione rurale
Oltrepo e Siccomario è conservata in data 4 luglio 1564 una istanza
del console di Argine Jacoppi in merito alla correzione del suo estimo personale
(ASCVo cart. 27).
Argine nel 1634 è inserita come appartenente all'Oltrepo, nell'elenco
delle terre del principato di Pavia con il toponimo Arzeno, censite per fini
fiscali da Ambrogio Opizzone (Opizzone 1634).
1744 - 1798 - Con il trattato di Worms del 1743 Argine passò sotto
il dominio di casa Savoia. In Voghera , capitale della provincia, avevano sede
i regi uffici e magistrati. La comunità di Argine, con il toponimo Arzeno, è compresa
nell'elenco delle terre e luoghi che hanno mandato un proprio rappresentante
in Voghera alla riunione generale per l'elezione della congregazione dei possessori
dei beni rurali nella parte del principato di Pavia detta Oltrepo nell'anno
1744 (convocato 1744). Con manifesto camerale del 9 novembre 1770 vengono stabiliti
gli uffici di insinuazione, Argine viene inserita nella tappa di Voghera (tappa
insinuazione 1770). Il 6 giugno 1775 viene approvato il regolamento per "le
Amministrazioni de pubblici" ( Amministrazioni de pubblici 1775); pur
non avendo reperita specifica documentazione relativa all'ordinamento comunale,
si può ipotizzare che Argine fosse amministrata da un sindaco e quattro
consiglieri componenti il consiglio ordinario. Nella compartimentazione del
15 settembre 1775 Argine si trova inserita nel distretto di Voghera (Editto
di S.M. 1775) nel manifesto senatorio del 29 agosto 1789 che stabilisce il
riparto in tre cantoni della provincia di Voghera, Argine viene inserita nel
primo cantone di Voghera (riparto 1789).
1799 - 1815 - Il prefetto del dipartimento di Marengo, in
base alla legge del 28 piovoso anno VIII (febbraio 1800), nomina i maires e
gli aggiunti della municipalità di Argine con decreto del 23 fruttidoro
anno IX (settembre 1801). Argine viene inserita nel dipartimento di Marengo
e nel circondario di Voghera (decreto Campana 1801).Il primo pratile anno X
(maggio 1802) il prefetto del dipartimento di Marengo decreta la nomina dei
consiglieri municipali in numero di 10 i quali dovranno restare in carica per
tre anni. Argine nel riparto delle azioni dell'ex commenda di Lucedio (17 pratile
anno IX) tra i privati cittadini del dipartimento di Marengo è inserita
nel circondario di Voghera (decreto Campana 1802).Nel 1805 in funzione del
rimaneggiamento dell'amministrazione ligure - piemontese voluta da Napoleone
Bonaparte, Argine con decreto del 13 giugno 1805 viene aggregato al dipartimento
di Genova circondario di Voghera.
1816 - 1859 - L'amministrazione provvisoria della città e
provincia di Voghera (manifesto 27 aprile 1814) ripristinava nei comuni l'antico
regime con l'ordine di osservanza del regolamento amministrativo del 1775.
In base al regio editto del 7 ottobre 1814 per il nuovo stabilimento delle
province dipendenti dal senato di Piemonte e della loro distribuzione in mandamenti
di giudicature, Argine veniva provvisoriamente inserita nel mandamento di Casatisma
appartenente alla provincia di Voghera (ASCVo Grida ). In base al regio editto
del 27 ottobre 1815 per il nuovo stabilimento delle province dipendenti dal
senato di Piemonte e della loro distribuzione in mandamenti di giudicature
e cantoni per le assise, Argine veniva definitivamente inserita nel mandamento
di Casatisma appartenente alla provincia di Voghera ( ASCVo Grida ),sede di
intendenza e alla divisione di Alessandria. Dipendeva dal senato del Piemonte
e l'ufficio dell'insinuazione e postale avevano sede in Casteggio (Casalis
). Ad Argine era aggregata la frazione di Bressana. Era presente una stazione
con 5 carabinieri a piedi comandati da un brigadiere. La comunità contava
una popolazione di 1.450 abitanti (Casalis 1833). Nel 1859 Argine con una popolazione
di 1.428 abitanti entra a far parte della provincia di Pavia, viene inserita
nel circondario di Voghera e nel I mandamento di Casatisma. Argine ha un Castello
che nel 1466 venne infeudato da Angelo Simonetta; fu dei Duca di Visconti di
Modrone. La parrocchia apparteneva alla pievania di Casteggio, ed era quindi
dipendente dalla diocesi di Piacenza. La Chiesa attuale fu edificata dal 1754
al 1776, in sostituzione di quella nominata nel 1511 di cui era Parroco Pietro
de Ostiaris.
(*) Valeria Bevilacqua, "Le Istituzioni storiche del territorio lombardo
XIV - XIX secolo". Progetto Civita giugno 2000.
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